Bisfenolo A: nessun rischio da esposizione per la salute dei consumatori

By 3 Febbraio 2015 News sull'acciaio
Sgomberiamo, una volta e per tutte, il campo dagli equivoci: l’utilizzo di Bisfenolo A nelle percentuali presenti negli imballaggi in acciaio, non comporta alcun rischio per la salute dei consumatori. Lo ha stabilito l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che, in un comunicato stampa, ha spiegato, chiaro e tondo, come il BPA non rappresenti “un rischio per la salute della popolazione di alcuna fascia di età (inclusi feti, neonati e adolescenti), ai livelli attuali di esposizione”.
“L’esposizione attraverso la dieta o linsieme delle varie fonti (dieta, polvere, cosmetici e carta termica)” spiega infatti l’Agenzia, “è nettamente al di sotto del livello di sicurezza (la “dose giornaliera tollerabile” o DGT)”. Benché, scrive l’EFSA: “nuovi dati e metodologie affinate abbiano portato gli esperti a ridurre considerevolmente il livello di sicurezza del BPA da 50 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (µg/kg di pc/giorno) a 4 µg/kg di pc/giorno, le stime più elevate dell’esposizione alimentare e dell’esposizione attraverso un complesso di fonti (definita “esposizione aggregata” nel parere dell’EFSA) sono da 3 a 5 volte inferiori alla nuova DGT.
Insomma, tradotto in soldoni: largamente al di sotto delle già rigide soglie di sicurezza stilate dai protocolli.
Il Bisfenolo A, lo ricordiamo per i non addetti ai lavori, è un composto chimico usato nella produzione di materiali a contatto con gli alimenti come la plastica per stoviglie riutilizzabili e i rivestimenti interni (in genere protettivi) per i contenitori d’acciaio destinati agli alimentari. Il BPA è inoltre ampiamente usato nella carta “termica” solitamente utilizzata per scontrini e ricevute fiscali.