Ddl Buona Scuola, dal 2016 si cambia: arriva l’educazione ambientale

By 13 Marzo 2015News sull'acciaio

L’ambiente fa ufficialmente il suo ingresso in classe e diventa materia di insegnamento. Lo stabilisce una fra le tanti misure riservate alla scuola italiana, contenute nel disegno di legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri. Una vera e propria sfida culturale che prevede il potenziamento dell’offerta formativa con l’introduzione di principi dell’educazione ambientale. Un argomento che a partire dal prossimo anno non sarà più lasciato alla sensibilità dei docenti ma diventerà oggetto di lezioni vere e proprie. Un primo passo per “formare nuove generazioni di ‘nativi ambientali’ che sappiano compiere ogni scelta in chiave sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e del territorio” ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al termine del Cdm che ha approvato il ddl “La Buona Scuola“. “Assieme al ministro Giannini, con la collaborazione del Formez – ha proseguito l’esponente del governo – abbiamo definito ‘linee guida’ che introducono percorsi didattici differenziati per ogni livello scolastico: tra i banchi si potrà studiare la tutela delle acque, il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici, si potranno imparare la difesa della biodiversità, il contrasto agli sprechi alimentari, la gestione dei rifiuti e le politiche anti-inquinamento nelle città, si potrà sviluppare la propensione ai green jobs”. “In un Paese che paga ogni giorno un pesante tributo, in termini umani, naturali ed economici, per il mancato sviluppo negli anni di una vera sensibilità ambientale – ha aggiunto ancora il ministro – abbiamo finalmente l’opportunità di lavorare nel medio-lungo periodo sui cittadini di domani”. “Oggi – ha concluso Galletti – poniamo, partendo dalle scuole, un tassello imprescindibile verso quella green economy che rappresenta l’unico modello possibile per un futuro di crescita”.
“Noi del ministero dell’Ambiente dopo mesi di serio impegno condiviso con il Miur e la collaborazione del Formez per riscrivere le Linee guida dell’educazione ambientale, possiamo dirci pienamente soddisfatti per il grande risultato che consentirà di veicolare le tematiche e problematiche ambientali dalla scuola dell’infanzia fino all’ultimo anno della secondaria di secondo grado” ha commentato, dal canto suo, Barbara Degani, sottosegretario al ministero dell’Ambiente con delega all’educazione ambientale. “Il nostro impegno su questo fronte – ha continuato – è appena cominciato da adesso avrà inizio un confronto con i docenti, le associazioni e tutti gli stakeholder del settore perchè il nostro obiettivo finale e’ quello di far diventare l’educazione ambientale una materia di insegnamento”.
Grande soddisfazione per l’arrivo dell’educazione ambientale nelle scuole italiane è stata espressa anche dai vertici del Consorzio RICREA, primo tra i sei consorzi di filiera che compongono il Sistema CONAI ad aver creduto nell’importanza dei progetti didattici (la prima edizione di “Acciaio Amico“, lo speciale concorso pensato per far conoscere, a grandi e piccini, il mondo degli imballaggi in acciaio insegnando loro a raccoglierli per poi avviarli al riciclo, risale, infatti, al 2001 ed era rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado). Non a caso, RICREA svolge la propria funzione istituzionale favorendo, promuovendo e agevolando la raccolta e il riciclo degli imballaggi usati di acciaio.