Contenitori di design per portarsi a casa gli avanzi lasciati al ristorante

By 9 Febbraio 2016 Aprile 29th, 2020 News sull'acciaio
Ha tagliato il nastro di partenza lo scorso 5 febbraio, proprio in concomitanza con la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. Così ha preso il via Family Bag, progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Unioncamere Veneto e il Sistema Conai e i suoi Consorzi di Filiera, incluso il Consorzio Ricrea. Si tratta di un progetto che punta a sensibilizzare gli italiani contro gli sprechi alimentari invitandoli a definire una nuova abitudine comportamentale al ristorante: ossia, portarsi a casa gli avanzi del pasto per non sprecarli ed evitare che finiscano nella spazzatura.
Nei ristoranti aderenti (per il momento solo in  provincia di Padova) è oggi possibile richiedere la Family Bag, un contenitore particolare che custodisce bene le pietanze avanzate e consente di portarsele a casa. Non sprecare quanto ordinato al ristorante è una consuetudine in molti Paesi del mondo, che però in Italia non ha mai preso veramente piede e che, invece, è indice di un chiaro comportamento contro lo spreco. La Family Bag che regalano i ristoranti è un contenitore dall’estetica curata, realizzato in diversi materiali di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, legno e plastica) e quindi utile a conservare bene gli alimenti trasportati. Richiedendo la Family Bag e portando via gli avanzi della tavola, i consumatori adottano un comportamento virtuoso mangiando anche a casa i piatti del ristorante.
“Mi sono impegnata personalmente per avviare questo progetto, che rappresenta un passaggio culturalmente importante per tutti gli italiani – ha voluto dichiarare Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – Family Bag rappresenta l’upgrade delle doggy bag, affrancando, attraverso contenitori sicuri e di design con estetica curata, questo concetto dal nostro immaginario e dal pudore di richiederlo a fine pasto. Non sprecare – ha ribadito il sottosegretario – deve essere un nuovo stile di vita italiano”.
Il progetto Family Bag prende spunto dall’esperienza di Expo Milano 2015 e dall’enciclica di Papa Francesco, nella  quale si auspica un gran miglioramento del nostro rapporto con l’ambiente. Questa iniziativa – che vede tra i partecipanti attivi anche il Consorzio Ricrea per il riciclo degli imballaggi in acciaio – contribuisce al contenimento dei costi ambientali derivanti dallo spreco alimentare. Costi che sono stati quantificati in 250.000 miliardi di litri d’acqua, nell’utilizzo di 1,4 miliardi di ettari di terra coltivabile e nell’emissione in atmosfera di 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
Alla prima fase del progetto , prendono parte 100 ristoranti individuati da Unioncamere Veneto, a cui il Sistema Conai e i suoi Consorzi di Filiera hanno fatto recapitare le Family Bag realizzate con i diversi materiali di imballaggio: plastica (Corepla) alluminio (Cial), carta (Comieco) legno (Rilegno),acciaio (Ricrea). L’uso della Family Bag e l’asporto degli avanzi è sostenuto da una campagna informativa sui principali media locali, radio e canali tv, in modo da far conoscere ai consumatori le opportunità e la virtuosità di questo comportamento.
“Adottare comportamenti sostenibili nella vita di tutti i giorni per la riduzione dello spreco di risorse è fondamentale, e ciò coinvolge anche gli sprechi alimentari – ha dichiarato Roberto De Santis, Presidente di CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi – Noi siamo pronti a fare la nostra parte incrementando le attività in tema di prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi e nella produzione di rifiuti, offrendo alle Istituzioni la massima collaborazione nella realizzazione di iniziative come questa, in linea con quella che è la nostra mission, ovvero l’avvio a riciclo degli  imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Un impegno che dal 1997 a oggi ha portato al recupero di 3 imballaggi su 4 di quelli immessi sul territorio nazionale e alla costruzione di un modello di economia circolare in grado di creare sviluppo e occupazione sul territorio”.

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