RICREA A FA’ LA COSA GIUSTA

By 7 Marzo 2019 Aprile 29th, 2020 News sull'acciaio

Dall’8 al 10 marzo a fieramilanocity, si apre la sedicesima edizione di Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di mezzo Eventi, che si conferma a ingresso gratuito per tutti i visitatori.

 

In fiera i visitatori troveranno 700 aziende e realtà ospitate in 10 sezioni tematiche e 6 spazi speciali, nei 32 mila m2 di spazio espositivo e un programma culturale di 450 appuntamenti tra laboratori, incontri ed esperienze organizzate in esclusiva per la fiera.

 

I temi di Sfide ruoteranno intorno a sei aree: metodo e didattica, aggiornamento e formazione, educazione al patrimonio museale, scuola e giustizia sociale, pari opportunità di genere, scuola e comunità educante. Al programma di appuntamenti si affiancherà un’area espositiva dove aziende e associazioni presenteranno materiali e supporti utili in campo didattico o educativo.

In questo contesto si inserisce la mostra portata dal Consorzio RICREA Steel Life.

Un progetto che è sia una mostra che un libro dedicati al riciclo degli imballaggi in acciaio in cui sono esposti i disegni di Alessandro Sanna e gli scatti di Massimiliano Tappari. Attraverso l’arte si racconta la trasformazione che avviene quando scatolette, barattoli, fusti e tappi tornano a nuova vita, grazie alla raccolta differenziata e ad un po’ di fantasia. Un fotografo e un pittore hanno trascorso due giorni presso un’azienda che lavora e prepara, per poi avviarli a riciclo in acciaieria gli imballaggi d’acciaio provenienti da raccolta differenziata. Il loro intento è quello di raccontare le vite immaginarie di quelle nature apparentemente morte che fino a pochi giorni prima stavano nelle dispense delle nostre case, e che nel giro di poco tempo torneranno sotto nuove fattezze. Massimiliano Tappari ha fotografato gli imballaggi d’acciaio pressati come se fossero preziosi quadri astratti di artisti anonimi e Alessandro Sanna li ha ritagliati usando il pennello come un apriscatole. Ne sono venute fuori delle sculture disegnate o dei disegni scolpiti dove l’ispirazione è condizionata dalle forme prodotte da contenitori d’acciaio pressati. Le fotografie sono accompagnate da una sequenza in quattro quadri realizzata con la tecnica della pittura ad acquarello in un formato che ricorda antiche miniature. In questi quadri il personaggio uscito dalla fotografia si anima e compie una piccola azione senza parole. L’ultimo quadro non si chiude, perché la storia – come la vita dell’acciaio – prosegue al di là di confini immaginabili.

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