Un ciclo infinito: dall’acciaio all’acciaio

Il ciclo di vita degli imballaggi in acciaio inizia in acciaieria. Dopo aver ottenuto una lega pura attraverso il processo di fusione, l’acciaio viene trasformato in semilavorati come blumi, billette, bramme vergelle, destinati alle lavorazioni più varie. Le bramme vengono trasformate in nastri, lamiere e lamierino di dimensioni e spessori diversi. Il laminato sottile con un rivestimento in stagno o cromo è il materiale di partenza nella produzione dei vari tipi di imballaggi. Il laminato arriva sotto forma di rotolo (coil) nelle aziende produttrici di imballaggi in acciaio dove si realizzano barattoli per pomodoro, vegetali e frutta sciroppata; scatolette per prodotti ittici, carne o cibo per animali; scatole regalo per dolci e liquori; latte per olio; tappi corona e coperchi per bottiglie e vasetti; bombolette aerosol; fusti e secchielli.
Gli imballaggi, acquistati dalle aziende utilizzatrici, vengono riempiti e sigillati, pronti per essere trasportati nei punti vendita.
Dopo l’acquisto e il consumo dei prodotti contenuti, gli imballaggi in acciaio hanno esaurito la loro funzione di contenitori e sono pronti per assolvere un’altra importante funzione: diventare materia prima seconda, da riciclare, grazie ai cittadini che separano a casa gli imballaggi in acciaio e al Comune che effettua il servizio di Raccolta Differenziata. Se raccolti con altri materiali, gli imballaggi in acciaio vengono separati nelle piattaforme di selezione per mezzo di nastri magnetici e inviati alle aziende che si occupano del loro riciclo.
In acciaieria ha luogo il riciclo degli imballaggi in acciaio: dopo essere stati preparati con delle operazioni di pulitura, riduzione volumetrica e distagnazione e trasformati in rottame, possono essere fusi per trasformarsi in selimavorati con cui realizzare nuovi “ri-prodotti” in acciaio.