Arte

Teneri robot d'acciaio


Il mondo fantastico di Massimo Sirelli è abitato da tanti robot antropomorfi, incredibili personaggi con una storia e un’anima, realizzati riutilizzando gli imballaggi in acciaio.
Massimo Sirelli è un esponente riconosciuto e apprezzato dell’arte applicata al concetto di upcycling.
Una originalissima  forma di espressione creativa con cui materiali di ogni tipo, in questo caso imballaggi d’acciaio usati come barattoli del caffè o del pomodoro, latte d’olio e  scatole di tonno, vengono trasformati in oggetti d’arte.
La sua ricerca artistica, che affonda le radici nel mondo della street art, ha finito per imbattersi nella sua dimensione fanciullesca, mai sopita. Ed ecco che prendono vita i suoi incredibili Robot: creature assemblate con oggetti provenienti dagli scaffali delle cantine, dai cassetti dimenticati, dai mercati e dalle strade di tutto il mondo. Ognuno dei suoi Robot ha un nome, una sua personalissima identità e una storia da raccontare, tanto da entrare in un progetto altrettanto singolare come la prima Casa Adozioni di Robot da compagnia al mondo.
Dopo essere passati per esposizioni, mostre e workshop in tutto il mondo, i Robot di Sirelli, hanno trovano spazio tutti insieme in una grande personale dal titolo “Teneri Bulloni” nella città d’origine dell’artista, Catanzaro.
Una mostra che ha raccolto le creazioni realizzate negli ultimi anni e ne ha presentate di nuove, per raccontare storie fantastiche di mille vite ispirate alla vita dello stesso artista. “Negli ultimi anni – racconta Sirelli_- ho camminato nelle fitte vie di Khan el Khalili a Il Cairo, ho contrattato con i venditori di Monastiraki ad Atene, nei vicoli del Barrio Gotico, tra i banchi polverosi del mercato de Los Encantes a Barcelona fino al Carreau du Temple nel Marais di Parigi. Costruire questi Robot per me è un atto d’amore, cerco di raccontare la vita delle persone che ho incontrato e degli amici che mi stanno intorno.”
Con Massimo Sirelli il consorzio RICREA ha stretto un sodalizio di successo, esponendo in più occasioni le opere dell’artista che ha scelto l’acciaio e in particolare gli imballaggi usati per dare forma ai propri personaggi fantastici.
“Così come Massimo regala una nuova vita agli imballaggi d’acciaio che diventano opere artistiche grazie alla sua straordinaria creatività – afferma Roccandrea Iascone, responsabile della comunicazione – noi del Consorzio RICREA ne promuoviamo la raccolta e l’avvio a riciclo, per far sì che abbiano una nuova vita trasformandosi in nuovi oggetti d’acciaio. L’acciaio è una risorsa di grande valore: non va disperso, ma riciclato infinite volte”.

Tappo’st, la nuova pop art fatta di tappi


Luigi Masecchia è l’artista promotore di Tappo’st, il progetto di upcycling che ricicla migliaia di tappi corona in acciaio raccolti nei locali della movida napoletana, e non solo… Una nuova pop-art all’insegna del riciclo.
Tappi corona, come quelli di bottiglie di birra, bibite o acqua minerale, recuperati e utilizzati come tasselli di particolarissimi mosaici per dar vita a quadri e sculture. È l’arte di Luigi Masecchia, upcycling dal forte impatto visivo sulle orme della pop art. E proprio a uno dei suoi più grandi esponenti, Andy Warhal, il creativo napoletano si ispira per alcune delle sue opere più note, come il celebre barattolo di pomodori Campbell.
“L’arte di Masecchia nell’ambito del progetto Tappo’st” – commenta Federico Fusari, Direttore Generale di RICREA – “trasmette l’importante messaggio che anche i tappi possono essere riciclati infinite volte, e come tutti gli imballaggi in acciaio devono essere differenziati e avviati al riciclo”.
Il connubio tra upcycling applicato all’arte e RICREA si è realizzato con successo nell’incontro con l’artista Luigi Masecchia. Attraverso l’arte di Masecchia il consorzio RICREA ha potuto comunicare con efficacia che anche i tappi corona, fratelli più piccoli della vasta gamma degli imballaggi in acciaio (scatolette per alimenti, bombolette, barattoli e grandi fusti industriali) vanno raccolti e avviati a riciclo. Oltre che arte e rispetto per l’ambiente, il progetto Tappo’st è anche recupero in ambito sociale. Per la realizzazione delle proprie opere Luigi Masecchia si avvale della collaborazione di ragazzi appartenenti a categorie disagiate.

Metal pictures, dalle scatole vintage ai quadri d’acciaio


Roberto Bravi e le sue opere: lastre d’acciaio ricavate da vecchi imballaggi – bidoni, barattoli, latte – e inchiodate a comporre originalissimi collages.
“Mi ricordo che quando ero piccolo” – racconta l’artista – “rimanevo incantato a guardare mio padre calzolaio mentre lavorava; con colla, pelli, cuoio, chiodi, martello. E soprattutto con due mani esperte: tagliava, bucava, incollava e chiodava per costruire scarpe su misura. Trasformava pezzi di pelli e di cuoio in piccole sculture”.
Roberto, dopo molti anni e molti lavori diversi (postino, fotografo, informatico, artista di strada e Sommelier) si imbatte per caso in un vecchio portone di legno con rammendi inchiodati in ferro; a lui sembrò un’opera d’arte. Da quel momento cominciò, con altri materiali, a fare il lavoro di suo padre: usava come lui chiodi e martello, ma ferro e legno al posto di pelli e cuoio.
Dalla ristrutturazione di vecchi mobili alle prime sculture e pannelli il passo fu breve. Da dieci anni realizza Metal Pictures: coloratissimi e originali collages fatti con pezzi di metallo inchiodati. Il materiale di partenza è una selezione accurata e tutt’altro che casuale di vecchie scatole d’acciaio ricercate nei vari mercatini dell’usato e vecchi bidoni, latte e fusti, sempre d’acciaio, abbandonati in campagna o nei letti dei fiumi e recuperati.
Con Roberto Bravi il Consorzio RICREA ha collaborato in occasione di molte iniziative di successo, tra cui RestART upcycling, una esposizione a Salerno di opere d’arte realizzate con materiali di riciclo, e Strenne d’Artista/Creare e RICREAre, mostra mercato a Genova a sostegno dell’UNICEF.