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Produzione di acciaio da ciclo integrale e da forno elettrico

Esistono due processi di produzione dell’acciaio: produzione da ciclo integrale o da altoforno e produzione da forno elettrico. Eccone di seguito la descrizione.

Produzione di acciaio da ciclo integrale o da altoforno


La produzione di acciaio da altoforno avviene tramite una reazione chimica di riduzione. Il cuore del ciclo è l’altoforno, nel quale sono caricati minerale ferroso, coke e calcare e una percentuale variabile (a seconda del tipo d’acciaio da produrre) di rottame. Dopo un opportuno riscaldamento, avviene la produzione di ghisa.
Successivamente, la ghisa viene raffinata in appositi convertitori all’ossigeno, ottenendo acciaio liquido, a cui viene data forma tramite l’impianto di colata continua o in apposite lingottiere. I semilavorati ottenuti possono essere commercializzati o ulteriormente lavorati nei laminatoi.

IL FERRO
La produzione di acciaio da ciclo integrale si ottiene con l’utilizzo di minerale di ferro, estratto da miniere.
Il ferro è il minerale più diffuso sulla Terra, costituendone il 16% della massa. La concentrazione massima di ferro si trova nel nucleo della Terra, mentre nella crosta terrestre la percentuale scende al 4,75%. La maggior parte si trova in minerali costituiti da suoi vari ossidi, tra cui ematite, magnetite, limonite e taconite. L’estrazione del ferro, che costituisce oltre il 95% dell’industria mineraria globale, ammonta a oltre 2,2 miliardi di tonnellate annue. Le principali miniere si trovano in Australia (circa il 35% della produzione mondiale), Brasile (17%) e Cina (16%).

Dalla produzione di acciaio da ciclo integrale si ottengono laminati piani, semilavorati utilizzati per produrre lamiere per veicoli e navi, mobili, elettrodomestici, imballaggi e tubi.
Il semilavorato utilizzato per la produzione di imballaggi in acciaio è un laminato che viene commercializzato sotto forma di rotolo (coil).
Una volta arrivato presso le aziende produttrici di imballaggi in acciaio, il coil viene srotolato e tagliato nella misura del contenitore da produrre. ll laminato piano può essere di due tipi: banda stagnata elettrolitica e banda cromata.

Produzione di acciaio da forno elettrico


In questo processo la materia prima è costituita dai rottami di acciaio. Essi sono lavorati in modo da ridurli alle dimensioni desiderate, poi vengono inseriti in un forno dove sono fusi grazie al calore sprigionato da un arco voltaico generato fra tre elettrodi di grafite e, appunto, il rottame sottostante. Vengono ottenuti in questo modo semilavorati detti “prodotti lunghi”, ovvero travi e tondo per cemento armato, rotaie, prodotti per ferramenta, vergelle e prodotti per arredo urbano.

Produzione di imballaggi in acciaio


Il semilavorato utilizzato per la produzione di imballaggi in acciaio è un laminato che esce dalle acciaierie sotto forma di rotolo (coil).
Una volta arrivato presso le aziende produttrici di imballaggi in acciaio, il coil viene srotolato e tagliato nella misura del contenitore che deve essere prodotto. ll laminato piano può essere di due tipi: banda stagnata elettrolitica,  banda cromata e banda nera.

Banda Stagnata elettrolitica
Universalmente nota come latta, la banda stagnata è un foglio di acciaio ricoperto su entrambe le facce da un sottile strato di stagno di spessore variabile.
Lo strato superficiale di stagno rappresenta un’efficace barriera di protezione che dà la massima garanzia igienica al contenuto, impedendogli di venire a diretto contatto con l’acciaio. È usata per i prodotti alimentari.

Banda cromata
La banda cromata è un materiale alternativo alla banda stagnata, dalla quale si differenzia per la diversa copertura dell’acciaio con cromo e ossidi di cromo. È impiegata soprattutto nella produzione di fondi e coperchi e di tappi corona.

Banda nera
Banda nera (o lamierino di acciaio), il cosiddetto lamierino, è acciaio laminato a freddo, non rivestito con altri materiali, con ottime doti di ossidabilità e notevole resistenza alle sollecitazioni meccaniche; può essere protetto con ogni tipo di vernice, È il materiale ideale per la fabbricazione dei grandi fusti.

Utilizzo degli imballaggi in acciaio


L’imballaggio in acciaio può contenere prodotti alimentari e non alimentari: ai giorni nostri la varietà di prodotti conservati è assai vasta.

Oggi gli imballaggi d’acciaio conservano – oltre i pomodori, la carne in gelatina e l’olio – anche: fagioli, ceci, fave, piselli, lenticchie e fagiolini lessati, patate, mais, carote, asparagi, cetriolo e funghi, verdure in salamoia, frutta sciroppata e biscotti, tonno e sgombro sott’olio e al naturale, acciughe e sardine sott’olio e sotto sale, paté di salmone, polpa di granchio e creme di carne, trippa al sugo già pronta, olive intere e snocciolate, spezie macinate, brodo granulare vegetale e di carne, cibo per cani e per gatti, caramelle, bibite, birra, liquori, caffè, orzo solubile, tè e panna.

Il contenitore in acciaio è diffuso in tutto il mondo e, a seconda della nazione, contiene gli alimenti più diversi. In Germania sono crauti al naturale e alcuni tipi di würstel in salamoia, in Inghilterra zuppa di tartaruga, negli Stati Uniti carne d’alce e carne di bufalo con fagioli; in Giappone carne di balena e pesce palla nel sakè, in Cina germogli di bambù e zuppa di pinne di pescecane; in Sud Africa carne di coccodrillo, in Botswana vermi dell’albero mopani in salamoia; in Norvegia aringhe sott’olio e carne di renna, in Canada carne di foca; in Francia zuppa d’aragosta. Insomma: ce n’è per tutti i gusti.

L’imballaggio in acciaio non serve solo per conservare prodotti alimentari. Anche i prodotti non commestibili hanno l’esigenza di essere confezionati per preservarne il contenuto nel tempo. Tra i prodotti non alimentari conservati in acciaio ci sono senz’altro i sigari, un tempo conservati in scatole di legno, ci sono le vernici e le latte dell’olio minerale, usato come lubrificante per motori. E poi sono di latta anche le bombolette spray per prodotti cosmetici, detergenza domestica e personale. In acciaio sono ancora i tappi a corona delle bottiglie di birra e i coperchi che chiudono i barattoli di vetro. Ultimi ma non meno importanti sono da ricordare i fusti in acciaio da 200 litri contenenti lubrificanti, vernici, petrolio, ecc.